Trinco

trincomalee

I ask people why they have deer heads on their walls. They always say because it’s such a beautiful animal. There you go. I think my mother is attractive, but I have photographs of her.” ( Ellen DeGeneres )

Trincomalee non è certo la più bella città dello Sri Lanka ma dal mio punto di vista è una delle più vivibili e rilassanti. Ci ho passato una settimana ma mi sarei potuto fermare per qualche mese senza problemi, anche perché è veramente molto economica e c’è tutto ciò che serve. E’ una città tranquilla completamente circondata dal mare ( si trova su una mini penisola ) dove c’è un bel melting pot culturale, qualche resto dell’epoca coloniale, barche colorate di pescatori e tanti simpatici cervi che girano liberi per il centro. Ci sono anche varie spiagge tra le quali due molto belle nelle vicinanze, quindi tra le ex zone di guerra ( per anni off limits per gli stranieri ) è senza dubbio quella messa meglio dal punto di vista turistico, e infatti a sentire i locali negli ultimi anni tutto sta cambiando molto rapidamente. Non so come sia in alta stagione ( l’estate nostra ) ma quando l’ho vista io a gennaio sembrava ancora un posto poco frequentato e decisamente poco influenzato dal turismo di massa.

trincomalee

trincomalee
La storia dei cervi è strana. Non è un parco, non ci sono boschi nelle vicinanze e non c’entra il turismo, furono portati dagli europei per i prati all’interno del Forte Frederick ( che oggi è in gran parte occupato dai militari ) e poi finiti i tempi del colonialismo abbandonati un po’ a loro stessi. Si sono quindi riprodotti in gran numero e hanno iniziato a girare per la città. A Trincomalee molti sono induisti e un po’ come succede in India hanno l’abitudine di nutrire e di occuparsi di tutti gli animali, quindi questi cervi sono diventati un po’ come dei cani randagi che girano senza meta in cerca di cibo e affetto. Solo da poco l’amministrazione ha capito che possono essere un’attrazione turistica e stanno cercando di proteggerli dal traffico e dall’ingestione di rifiuti pericolosi.

trincomalee

uppuveli

trincomalee

trincomalee

nilaveli

Quasi tutti si fermano a Uppuveli o a Nilaveli, le due località balneari che si trovano poco fuori città, ma dopo un paio di sopraluoghi ho deciso che si stava meglio in città, visto che sono due posti abbastanza isolati ( soprattutto Nilaveli ) e praticamente morti in questa stagione, anche se poi in realtà c’è quasi sempre il sole. Ci si arriva facilmente comunque, ci sono autobus frequenti o i soliti tuk tuk, a Uppuveli volendo ci si va anche a piedi ( sono 5-6 km ). Non avendole viste in stagione non so dire quanto sia bello il mare o se c’è tanta o poca gente, comunque sono indubbiamente delle belle spiagge entrambe. Non mi sono parse al livello di quelle più belle dell’altra costa però.

trincomalee

dutch bay e fort frederick

trincomalee

trincomalee

manayweli bay

trincomalee

koneswaram temple

Ma al di là delle spiagge e dei cervi randagi secondo me Trincomalee merita di essere visitata soprattutto per la cultura e per la gente, credo sia forse il posto migliore sulla costa Est per capire meglio questo Sri Lanka che è molto più vicino all’India che al resto dell’isola. Trinco infatti anche se a prima vista può sembrare una città legata soprattutto al colonialismo europeo ( qui ci sono passati un po’ tutti, portoghesi, francesi, danesi, britannici… ) è una città antichissima che ha oltre duemila anni di storia e nei secoli ha visto passare le grandi dinastie dell’India meridionale, ricchi mercanti e navigatori provenienti da ogni parte del mondo. Fu anche a lungo uno dei centri di pellegrinaggio più importanti di questa parte dell’Asia meridionale e il tempio di Koneswaram ( oggi all’interno del forte ) era considerato nell’antichità uno dei più ricchi e belli di tutto il mondo induista. Purtroppo venne completamente distrutto dai portoghesi nel seicento, quello di oggi è di costruzione recente e non molto interessante, anche se c’è un bel Shiva gigante coloratissimo. La gente è in larga maggioranza di etnia Tamil, ma ci sono anche molti cingalesi e mori. Anche qui, come a Batticaloa, la guerra civile ebbe effetti devastanti e molti furono costretti a fuggire in altre parti dell’isola, ma oggi tutto sembra apparentemente tranquillo.

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