Ultimi giorni in Cina, Jianshui e Yuanyang

Jianshui

Dopo 5 lunghi giorni a Kunming in attesa del visto per il Vietnam, e i festeggiamenti del capodanno ( che qui mi è sembrata un po’ una scusa per fare shopping sfrenato, soprattutto nuovi cellulari, pubblicizzati con spettacoli di ballerine seminude, cantanti e prestigiatori ), posso finalmente partire verso sud. Ma ho ancora qualche giorno nel visto e decido di utilizzarli tutti, quindi prima di andare a Yuanyang faccio una tappa anche a Jianshui ( che non devi pronunciare così come è scritta se no chissà dove finisci ), città moderatamente conosciuta e frequentata da chi va o viene dal Vietnam, ma non certo un posto turistico. Anche per i cinesi stessi è un posto un po’ fuori mano, qualche gruppone ovviamente arriva anche qui ma siamo lontani anni luce dalle folle di Dali e Lijiang.

Jianshui

Jianshui

Jianshui
Mentre giro a casaccio nel centro in cerca di una sistemazione, vengo fermato da una simpatica ragazza con capelli bicolore che in un inglese molto stentato mi fa capire che ha una stanza da affittare a casa sua e sarebbe contenta di ospitarmi. Il posto è carino e accetto, anche se poi la tizia si rivelerà una mezza matta. Però conosceva tutti e mi farà incontrare molte persone interessanti, dal vicino artigiano che faceva le teiere di terracotta all’amica con uno dei tea shop più rinomati di Jianshui ( che mi farà assaggiare tutti i tè più buoni, anche quelli che costano centinaia di euro a pizza ) fino alla tizia vicino al pozzo che faceva uno stinky tofu spettacolare ( a quanto pare il segreto è proprio l’acqua del pozzo, mah ). E’ forse la città dove ho avuto più rapporti con i locali, dopo due mesi in Cina avevo imparato un po’ la lingua e qualcosa della cultura, e quindi grazie a questa “amica” locale sono riuscito ad avere qualche vero rapporto con qualcuno, cosa in genere piuttosto difficile in questo Paese.
Mi fermo quindi per qualche giorno, la città è davvero carina, bella Cina tradizionale non molto influenzata dal turismo e dalle usanze occidentali. E ci sono anche cose interessanti da vedere, come il bel tempio del “Maestro Kong” ( Confucio ) che è stato per secoli uno dei principali centri culturali di tutta la Cina oppure la città vecchia con i suoi vicoli in ciottolato e i pozzi che non è stata ancora ristrutturata e ha un bel sapore di Cina antica. Anche nei dintorni ci sono un paio di posti meritevoli di una visita, come ad esempio il bel ponte Shuanglong ( Double Dragon Bridge ), molto fotogenico e il villaggio tradizionale di Tuanshan ( che non ho visto causa pioggia, ma mi hanno garantito che era molto bello ).
La sera nella piazza vicina alla torre Chaoyang ( che sembra una copia di quella di piazza Tiananmen, senza il faccione di Mao però ) i locali si riuniscono per suonare e per ballare, c’è un’atmosfera molto bella.

Jianshui

Jianshui

Le risaie di Yuanyang me le sono dovute sudare, ma forse è anche questo il bello del viaggio. Appena arrivato a Nansha ( la città principale più vicina alle risaie ) ha iniziato a piovere e non ha smesso per 3 giorni. In più faceva anche un gran freddo. Quando ormai stavo per desistere incontro in un ristorante dei simpatici fotografi cinesi che sono anch’essi in attesa da giorni e mi rassicurano dicendomi che il tempo dovrebbe migliorare già l’indomani. La cittadina è piccola e non c’è molto fare, se non osservare il viavai delle donne tribali con i vari abiti tradizionali coloratissimi e bere vino cinese scadente. Ma almeno ho la tv e il wi-fi.
Il giorno dopo non piove ma c’è ancora la nebbia, preferisco quindi andare al mercato di Laomeng che dovrebbe essere uno dei più interessanti della zona, soprattutto per la varietà dei gruppi etnici. Ci sono solo auto collettive che partono quando sono piene, ma l’attesa non sarà lunghissima per gli standard asiatici ( una mezz’ora ). Il mercato è molto interessante, l’ambiente è molto più da Laos o Vietnam del Nord che da Cina e gli abiti tradizionali delle donne sono senza dubbio quelli più belli tra quelli che ho visto in questo viaggio, direi quasi psichedelici. Anche il viaggio è stupendo e il cielo finalmente si è un po’ aperto: si costeggia la verdissima valle del famoso Fiume Rosso ( che divide Cina e Vietnam a Hekou/Lao Cai e poi passa anche per Hanoi, prima di sfociare nel Golfo del Tonchino ), tra bei villaggi tradizionali e grandiosi scorci sulle risaie terrazzate.

Yuanyang

Yuanyang
Finalmente arriva una bella giornata, c’è solo un po’ di nebbia e foschia nei fondovalle ma credo che da queste parti sia la normalità la mattina presto. Dopo varie contrattazioni trovo un taxista vagamente onesto disposto a portarmi a Duoyishu ad un prezzo accettabile. Da lì poi mi farò un lungo giro a piedi fino a Laohuzui ( una ventina di chilometri ), dove dovrei trovare facilmente un passaggio per Nansha con un’auto collettiva.
Le risaie di Yuanyang sono qualcosa di veramente eccezionale e francamente è abbastanza strano che siano così poco conosciute. Fanno sembrare qualsiasi altro posto nel mondo con risaie terrazzate una miniatura. Perché al di là della straordinaria bellezza, i colori pazzeschi, la bizzarria delle forme, è la scala che colpisce più di tutto: non parliamo di una piccola valle o di un anfiteatro naturale, ma di un’area enorme con migliaia di terrazze sulle colline. Credo che nemmeno il miglior fotografo paesaggista sia in grado di rendere giustizia alla bellezza e alla maestosità di questa meraviglia del mondo.
Ovviamente anche qui chiedono un biglietto d’ingresso e hanno costruito passerelle di legno e piattaforme nei punti più panoramici, oltre ad un intero villaggio-resort con finte case tradizionali. Tecnicamente si possono ammirare le risaie anche non entrando nei belvedere attrezzati, ma sono realmente i punti più belli e fotogenici, quindi vale la pena. A me comunque è piaciuto moltissimo il paesaggio in generale, non credo esista nel mondo nulla di nemmeno paragonabile. Ed è secondo me molto sensato farsi una lunga camminata per goderselo con calma, piuttosto che farsi portare da un taxi o da una corriera nei punti panoramici, fare due foto e poi tornare in città. E’ un luogo magico, e come tale va gustato in tranquillità, fermandosi ogni tanto ad ammirare il paesaggio e a salutare la gente dei villaggi, assaporando ogni istante.

Yuanyang

Yuanyang

Yuanyang

Yuanyang
Il mio viaggio in Cina volge al termine, non mi resta che prendere uno di questi bus scassati per Hekou ( che sono delle mezze camere a gas, tutti fumano di continuo dentro ) e poi attraversare il confine sul ponte ed entrare in Vietnam.
E’ un paese che avevo sempre snobbato e sul quale avevo molti pregiudizi, che in parte si sono rivelati veri, anche se obiettivamente debbo ammettere che molte delle cose che si leggono sui blog di viaggio sono miti e mezze bufale. Mi ha lasciato sensazioni contrastanti: l’ho trovato molto interessante e affascinante per i paesaggi, un po’ meno per la cultura. Forse ci tornerò, forse no, devo rifletterci. In realtà ho visitato solo una piccola regione per un tempo relativamente limitato, quindi potrei avere un giorno la curiosità di vedere dell’altro. Sui cinesi non ho un’opinione ben chiara: sono tanti, in un paese enorme e relazionarsi non è facile a causa della barriera linguistica, quindi lascio i giudizi e le generalizzazioni ad altri. Secondo me, come nel caso ad esempio di altri Paesi molto grandi e complessi come l’India o l’Indonesia, ci vogliono vari viaggi lunghi in diverse regioni per potersi fare un’idea. Nel complesso comunque li ho trovati migliori di come vengono di solito descritti ( e anche dei cinesi che vivono all’estero ), molto onesti e a volte anche simpatici e gentili. Ho apprezzato anche il loro modo di fare spesso molto brusco e diretto, senza formalità, che invece è visto come rozzo e maleducato da molti occidentali. Molti dicono che è difficile viaggiare in Cina ma va detto che il 90% o più delle difficoltà sono legate alla lingua e invece è piuttosto facile per molte altre cose. Se fai uno sforzo e ti impari un minimo vocabolario da viaggiatore ( ed è possibile se si ha tempo ) le difficoltà diminuiscono moltissimo.
E’ un viaggio che mi è riuscito particolarmente bene, sia l’itinerario scelto che il periodo si sono rivelati perfetti e quasi tutto è andato come avevo previsto. E senza fare nulla di realmente avventuroso sono comunque riuscito a girare per i fatti miei, vedere zone poco battute e ad evitare il viaggio “da ostello a ostello” che quasi tutti i viaggiatori indipendenti fanno. Di sicuro è un Paese che dal punto di vista di “viaggiatore” è molto più gratificante di una Cambogia o un Vietnam, dove c’è solo da seguire il flusso degli stranieri e non c’è quasi nessuno spazio per l’avventura o l’improvvisazione. Non scoprirai nulla di nuovo nemmeno in Cina ma se hai voglia di sbatterti puoi trovare molti posti interessanti quasi sconosciuti. In conclusione non saprei se consigliare un viaggio in questo Paese né a chi: l’impressione che ho avuto è che a molti potrebbe non piacere, di certo richiede un po’ più di preparazione, tempo e impegno rispetto ad altri paesi asiatici, almeno se si vuole andare oltre alle attrazioni turistiche classiche.

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