Tiger leaping gorge trek

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Forse più una lunga escursione che un vero e proprio trek, questo itinerario che si snoda in alta quota seguendo il corso del canyon del fiume Yangtze ( il fiume Azzurro, il più lungo dell’Asia, che nasce in Tibet e percorrerà ancora migliaia di chilometri prima di sfociare vicino a Shanghai nel Mare Cinese Orientale )  è probabilmente il più famoso di tutta la Cina. In ogni caso se non può certo competere con i più lunghi trek nepalesi o indiani e non può garantire viste su ghiacciai lunghi chilometri e montagne di 7 o 8 mila metri, ha comunque molto da offrire e i panorami lungo tutto l’itinerario sono veramente fantastici. La relativa facilità d’accesso e la vicinanza con Lijiang, una tappa quasi obbligata per turisti e backpackers nello Yunnan, garantiscono un costante flusso di escursionisti, soprattutto stranieri nel periodo primaverile e estivo. I turisti cinesi preferiscono farsi portare in autobus direttamente nel punto più profondo del canyon. D’inverno è raro incontrare altri escursionisti, anche se il tempo è quasi sempre bello, i colori della natura sono stupendi e non fa poi così freddo come si potrebbe pensare. Molti consigliano di farlo in primavera per le bellissime fioriture, mentre è da evitare la tarda stagione estiva perché piove spesso e il sentiero può anche diventare pericoloso. Il tracciato misura circa 22 km e non ci sono particolari difficoltà.

Il trek inzia nel piccolo villaggio di Qiaotou, facilmente raggiungibile in autobus da Lijiang. Quasi tutte le guesthouse più frequentate dagli stranieri sono in grado di organizzare il viaggio, evitando la rottura di palle di andare fino in stazione la mattina molto presto. L’autista si ferma all’ingresso del parco ( biglietto 65 yuan ) e poi ti molla all’attacco, lasciandoti anche una buona mappa del trek fatta da quelli della Tina’s guesthouse, dove c’è la fermata per il ritorno. L’itinerario in genere si divide in due giorni, con una lunga parte fino all’halfway guesthouse  il primo giorno e una più breve il secondo dedicata in gran parte all’esplorazione della profonda forra.


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Primo giorno: si parte dalla Jane’s Guesthouse ( dove si può lasciare volendo zaini pesanti ) e si cammina per un po’ sulla strada sterrata fino ad arrivare ad un bivio che ci segnala il sentiero sulla sinistra che si inerpica su prati e risaie terrazzate. Dopo un’ora circa si inizia a salire i “famosi” 28 bends, la parte più impegnativa del trek, che ci porterà a circa 2700 metri, il punto più alto di tutto l’itinerario. Sono una serie di serpentine a tratti anche ripide ma niente di particolarmente duro o difficile. In questa prima parte la vista è davvero stupenda, soprattutto sulla gola che si restringe e sulle montagne del gruppo della Jade Dragon Mountain ( 5600 metri ). Lasciata la capanna in cima ai 28 bends ( purtroppo piena di bottiglie di plastica e spazzatura varia ) il sentiero prosegue tranquillo in piano o con dei brevi saliscendi fino alla Naxi guesthouse e poi alla Halfway guesthouse, che si raggiunge in 6/7 ore di cammino. In alta stagione consigliano addirittura di prenotare ma io non ho trovato nessuno nel dormitorio ( che costa solo 40 yuan, mentre le camere credo siano carissime ) e solo un gruppo di giapponesi in tutto l’hotel. C’è una vista straordinaria sulla Jade Dragon Mountain, soprattutto al tramonto. Da segnalare i bagni “aperti” con vista sulle montagne, veramente molto belli.

Secondo giorno: c’è solo l’ultimo quarto di itinerario da percorrere, tutto in piano e in discesa. Dopo un suggestivo tratto tra cenge scavate nella roccia si scende per prati e campi coltivati fino a raggiungere in un paio d’ore la strada, dove troviamo la Tina’s guesthouse. In questo tratto c’è la migliore vista sull’altra grande montagna ai lati del canyon, la Haba Snow Mountain ( 5396 m ). A questo punto si potrebbe anche proseguire sulla strada o su sentiero per il Walnut Garden, che si trova tra risaie terrazzate all’inizio del canyon, ma si rischierebbe poi di perdere l’unico autobus per Lijiang nel primo pomeriggio ( volendo ce n’è anche uno per Shangri-La ). Meglio scendere nel Middle Tiger Leaping Gorge ( il sentiero è poco dopo la Tina’s GH, 10 yuan ) ed esplorarlo con calma. Questo è il punto più stretto del canyon e dove la mitologica tigre avrebbe compiuto il famoso balzo oltre il fiume. La discesa è molto ripida ma nei punti potenzialmente pericolosi ci sono dei corrimani e un paio di scalette in ferro. C’è qualche baracchino con delle donne che offrono tè, caffè, spezie, dolci e marijuana locale. Il posto è spettacolare tra severe pareti di granito e fragorose rapide. Si può camminare tra i vari massi e anche andare su quello del balzo della tigre ( altri 5 yuan ). C’è solo il gruppo di giapponesi che avevo incontrato all’Halfway GH, ma dopo i selfie e le varie foto di rito se ne vanno e resto da solo a godermi lo spettacolo su un bel masso. Non resta che risalire con fatica sulla strada e andare a bersi un paio di birre gelate nel ristorante dopo il ponte, che ha una veranda con una vista clamorosa.


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