Shravanabelagola e le meraviglie degli Hoysala

shravanabelagola

La religione Jainista mi ha sempre affascinato, credo che sia qualcosa che perfino per gli standard indiani si possa considerare strana e bizzarra. E’ un culto per certi versi molto estremo ma con delle basi legate alla non violenza e all’autocontrollo che sono sicuramente molto interessanti. Anche i loro luoghi di culto più noti sono in genere abbastanza curiosi, alcuni li ho visitati in passato come Shatrunjaya in Gujarat o Sonagiri nel Madhya Pradesh ( che definii la San Gimignano dell’India ). I templi invece sono di solito piuttosto austeri e spogli, con all’interno statue in marmo bianco dei tirthankara che possono essere rivolti verso i 4 punti cardinali. Essendo in giro per il Karnataka ho approfittato dell’occasione per andare a visitare quello forse più strano e famoso: Shravanabelagola.

shravanabelagola

vindhyagiri

shravanabelagola

bahubali

 

Questo villaggio si trova veramente in mezzo al nulla ma è un posto considerato sacro da millenni, già secoli prima della nascita di Cristo era noto come luogo frequentato da Santi ed eremiti. Sono abbastanza convinto che questi posti che attraevano i rishi dell’India antica non furono scelti a caso, ma perché c’era qualcosa di unico legato al mondo spirituale. E in alcuni di questi si percepisce ancora chiaramente, come ad esempio qui a Shravanabelagola oppure a Tiruvannamalai o a Gangotri. Ci sono due colline rocciose con grotte e templi Jain costruiti in varie epoche, anche se quello in cima alla collina più alta ( Vindhyagiri ) è quello famoso e attira pellegrini da tutta l’India. All’interno di questo tempio c’è una statua enorme che è senza dubbio una delle più belle di tutto il Paese, la famosa statua di Bahubali. Fu scolpita in un blocco unico di granito nel 981 d.C. ed è una delle più grandi al mondo di questo genere. Bahubali era il figlio del primo tirthankara jain Adinath ( il tirthankara è un maestro che ha ottenuto l’illuminazione e indica la via, nella religione jain non ci sono vere e proprie divinità ), che dopo aver rinunciato a governare un grande impero abbandonò il mondo materiale, diventò un eremita e raggiunse anche lui l’illuminazione. La statua è bellissima e colpisce per la serenità che trasmette e per lo stato di conservazione quasi perfetto, sembra quasi impossibile credere che abbia più di 1000 anni. Viene lavata spesso da dei monaci jain che officiano anche i vari rituali. Anche il panorama dalla cima di entrambe le colline è davvero notevole, l’impressione è di essere in un posto selvaggio e fuori dal mondo. L’atmosfera è decisamente strana e mistica anche nel sonnolento villaggio, dove ci sono altri templi minori ( anche uno piccolino simile a quelli degli Hoysala ) e gente gentile e rilassata. Le colline si salgono seguendo delle ripide scalinate scavate nella roccia, che diventano roventi già dalle prime ore del mattino, meglio portarsi un paio di calzini.

shravanabelagola

chandragiri

 

Per visitare Shravanabelagola la base migliore è la ( piuttosto squallida ) città di Hassan, che è ottima anche per poi andare a vedere le due antiche capitali dell’impero Hoysala, Halebid e Belur. E’ ben servita da treni e bus sia da Bangalore che da Mysore. La stazione dei bus è nuovissima, pulita e ben organizzata, cosa abbastanza rara nel Sud dell’India ( anche se le città del Karnataka di solito sono più moderne di quelle del Tamil Nadu o del Kerala ).
Gli Hoysala furono una dinastia di nobili induisti che governò una vasta zona dell’India meridionale per circa due secoli ( tra il 1100 e il 1300 circa ) e possono essere considerati un po’ i Medici dell’India: erano grandi amanti di tutte le arti e furono mecenati di molti artisti. Purtroppo le loro capitali vennero più volte saccheggiate e distrutte dai conquistatori musulmani che venivano dal Nord e quindi oggi rimane molto poco dello loro opere. Le cose più belle rimaste si possono ammirare ad Halebid e a Belur, dove ci sono alcuni templi indù con delle decorazioni veramente eccezionali. I templi degli Hoysala sono molto diversi da quelli tipici del Sud dell’India, sono abbastanza piccoli, non hanno grandi gopuram ( torri ) o statue dipinte con colori vivaci ma invece sono bassi, hanno una forma compatta e ad una prima vista distratta non colpiscono molto. Il loro punto forte sono i bassorilievi e in generale il lavoro di scultura, che molti considerano uno dei punti più alti raggiunti dall’arte Indiana. Per la bellezza e la precisione dei dettagli per me sono anche superiori a quelli di Khajuraho o del Tempio del Sole di Konark.

halebid

hoysaleswara temple, halebid


Il tempio Hoysaleswara di Halebid è forse il più bello in assoluto, in mezzo ad un bel giardino e con bellissime sculture di ogni tipo, anche erotiche. Se ci si va al mattino presto è anche tranquillo con pochi turisti, quindi c’è la possibilità di osservare con calma le varie decorazioni che comprendono statue di un’infinità di Dei, danzatrici e animali. E’ un tempio di Shiva quindi ci sono fantastiche raffigurazioni di Shiva, Parvati, Ganesh e ovviamente non manca un grande toro Nandi. Una cosa abbastanza particolare di questi templi sono le colonne, che hanno una forma piuttosto strana e sono anch’esse finemente scolpite.

belur

channekeshava temple, belur


Belur dista pochi chilometri ed è ben servita sia da Hassan che da Halebid ( da autobus molto affollati però, c’è da sgomitare ). Il tempio di Channekeshava mi è piaciuto un po’ meno e c’era molta più gente ma anche in questo c’erano delle decorazioni veramente spettacolari. E’ uno dei pochi templi degli Hoysala tutt’ora in uso quindi è frequentato anche da pellegrini. In generale i bassorilievi sono meno belli di quelli di Halebid ma ci sono delle statuette di danzatrici nella parte superiore veramente bellissime e una di queste è forse l’opera più famosa di questi artisti che lavorarono per gli Hoysala, la dama con lo specchio.

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