Natale a Vailankanni

vailankanni

Lasciata Tiruvannamalai faccio una breve tappa a Chidambaram, dove si puo’ ammirare uno dei piu’ bei templi del Sud dell’India, il tempio di Shiva Nataraja, e quindi mi dirigo sulla costa Sud-Est del Tamil Nadu, una zona poco battuta dove si vedono raramente dei viaggiatori.

chidambaram

Queste citta’ si trovano sul delta del grande fiume Cauvery, che attraversa gran parte dell’India del Sud e che rende queste terre molto fertili. Qualcosa di interessante pero’ c’e’, come l’ex colonia danese di Tranquebar e la visitatissima basilica cristiana di Vailankanni, oltre a molti chilometri di spiagge bagnate da onde selvagge. Inizialmente volevo fermarmi proprio a Tranquebar, ma poi mi e’ sembrato piu’ logico pernottare a Karaikal, dove c’e’ una buona scelta di hotel e ristoranti, gente simpatica e molti bar, visto che la citta’ appartiene allo stato di Pudicherry. E’ una piccola e vivace cittadina dove induisti, cristiani e musulmani convivono pacificamente. Non e’ una destinazione turistica ma viene spesso usata come base per visitare il famoso tempio di Thirunallar ( l’unico in India dedicato al Dio Saneeswara, bello ma non paragonabile ai migliori del Tamil Nadu), Vailankanni e Tranquebar. C’e’ anche una spiaggia dove i locali la sera vanno a passeggiare ma non e’ molto bella, nella media delle spiagge indiane sul Golfo del Bengala. In piu’ il mare e’ quasi sempre molto agitato su queste coste e ci sono pericolose correnti: grandi cartelli con le foto dei molti tizi che sono annegati sconsigliano di fare il bagno. Comunque e’ una buona occasione per fare quattro chiacchiere con i locali, come al solito molto curiosi di conoscere lo straniero che si ferma per qualche giorno in citta’. Molti si fanno bagnare dalle onde, tutti ovviamente vestiti. Mentre cammino vedo dei ragazzini con guanti bianchi, uniformi e sacchi di plastica che stanno ripulendo la spiaggia: mai visto niente del genere da queste parti, ho sempre pensato che in India insegnino ai bambini che vivere in mezzo alla spazzatura e’ cosa buona e giusta.

karaikal

Tranquebar mi e’ piaciuta molto, mi ha ricordato un po’ Ilha de Mozambique, non tanto per l’architettura ma per la strana atmosfera da citta’ fantasma che la pervade, anche se in realta’ una piccola comunita’ di contadini e pescatori che ci abita c’e’. Non rimane moltissimo del borgo seicentesco danese originale, ma comunque ci sono ancora diverse case coloniali in buono stato, l’imponente portale, la bianchissima chiesa protestante e il forte Danesborg, che e’ l’attrazione principale che attira qui i turisti locali. Tranquebar e’ anche chiamata “la terra delle onde che cantano”, grazie al mare sempre molto agitato che bagna le spiagge, che sono un po’ migliori di quella di Karaikal ma nulla di trascendentale. Il villaggio e’ stato uno dei piu’ colpiti in questa zona dallo tsunami del 2004 e ci sono state diverse centinaia di vittime. Non c’e’ moltissimo da fare, non ci sono ristoranti che fanno pancakes ne’ venditori di souvenir ( qualche mendicante professionista pero’ c’e’ ), pero’ puo’ essere un buon posto dove venirsi a rilassare con un buon libro per un paio di giorni. Ci sono 2 alberghi, uno lussuoso in una bellissima casa in stile coloniale sulla spiaggia e il classico “Tamil Nadu” governativo piu’ economico che si trova di fronte.

tranquebar

tranquebar

tranquebar

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La vigilia di Natale mi invitano ad uno spettacolo di danze tradizionali del sud dell’India organizzato nella sala del tempio di Karaikal, al quale partecipano varie personalita’ locali. Molto interessante, belle ballerine, tutto al suono di cavigliere del Kathakali.

karaikal

Ero abbastanza curioso di vedere questo santuario di Vailankanni, sicuramente in India anche un luogo di pellegrinaggio cristiano doveva essere qualcosa di pittoresco, e l’occasione della festivita’ natalizia mi e’ sembrata perfetta. In piu’ la Basilica e’ dedicata alla Madonna della Salute, che e’ la protettrice del mio paese in Friuli.

vailankanni

 

La giornata e’ molto calda e nuvolosa, probabilmente piovera’ in mattinata ma in questo periodo le piogge non preoccupano qui nel Sud dell’India, in genere durano poco e sono di scarsa intensita’. Ci sono moltissimi pellegrini, l’atmosfera e’ molto simile a quella che si trova nei famosi templi indu’, niente a che vedere con quella molto seria ed austera dei santuari europei. In realta’ questi cattolici tamil hanno mantenuto varie cose della loro cultura, quindi anche a Vailainkanni ci sono persone che si rasano il capo e che offrono ghirlande di fiori alla Madonna, anch’essa piu’ simile ad un idolo induista che a un’icona cristiana. E ovviamente le candele non sono bianche ma verdi, gialle, arancioni e rosse. La basilica e’ bianchissima e imponente, anche se dal punto di vista artistico non si puo’ certo definire un capolavoro. Attorno ci sono centinaia di bancarelle che vendono le solite cianfrusaglie, non mancano i classici quadretti fluorescenti o illuminati da led con le immagini di Gesu’, la Madonna e Madre Teresa. Dalla chiesa seguendo queste bancarelle si raggiunge in pochi minuti la spiaggia, che e’ la migliore della zona ma anche qui il mare e’ molto agitato e pericoloso. Questa parte della citta’ fu praticamente cancellata dallo tsunami e ci furono oltre duemila vittime tra i tanti pellegrini che affollavano il santuario per le festivita’ natalizie.

vailankanni

C’e’ moltissima gente e un’allegra atmosfera festiva, ragazzi che fanno il bagno, bambini che giocano con la sabbia, famiglie che pranzano. C’e’ anche chi si fa fare un tatuaggio ( ovviamente una croce! ). La messa e’ a dir poco stravagante, tutti sono ovviamente seduti per terra e la musica… be’ diciamo che non sono canti gregoriani…

Questo santuario e’ una specie di Fatima del Tamil Nadu, visto che tutto e’ iniziato con l’apparizione della Madonna ad un ragazzino mungitore di vacche. Venne costruita quindi una prima chiesa, poi la Basilica visitata anche dal Papa e ora stanno costruendo un’enorme cattedrale che verra’ dedicata alla stella del mattino. Donando 25000 rupie si avra’ l’onore di venire sepolti nella chiesa. Tra la basilica e il luogo dell’apparizione hanno costruito un “holy path”, una specie di via crucis con ai lati delle nicchie con gli eventi piu’ importanti della vita di Cristo e al centro una strada di sabbia: i piu’ devoti se la fanno tutta in ginocchio.

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