Boeny

majunga

cirque rouge

La regione del Boeny, che si trova nella parte più a Nord del Madagascar Occidentale, è una delle più selvagge dell’intero Paese e anche una delle meno battute dal turismo di massa. Il centro più importante della regione è l’affascinante città di Majunga ( Mahajanga ), dove si può trovare un mix di razze e culture veramente interessante.

Questa città portuale affacciata sul Canale del Mozambico è quella più legata all’Africa continentale, ma è stata influenzata nei secoli da Arabi ( furono proprio dei mercanti del Medio Oriente a fondarla attorno al 1700 ), Indiani, Comoriani, Cinesi e ovviamente dai colonialisti Francesi. In effetti non assomiglia a nessuna altra città di quelle che ho visto in Madagascar e ha un “sapore” strano che ricorda un po’ tutte le culture che l’hanno influenzata nei secoli. Ci sono anche molti expat europei, quasi tutti francesi.

majunga

majunga

majunga

C’è un lungomare molto carino ( la corniche ) con tante palme e un enorme baobab nel mezzo ( pare che abbia almeno 700 anni ) dove andare a passeggiare la sera, una bella zona residenziale di case coloniali ( sia di francesi che di mercanti arabi ) in vario stato di abbandono e un affascinante quartiere portuale che sembra una location di un vecchio film noir francese.

Il mare ha uno strano colore un po’ blu e un po’ arancione-rossastro perché la città si trova sul delta del grande fiume Betsiboka che riversa enormi quantità di terra rossa e detriti sul mare. La zona delle colline sopra questo delta è veramente spettacolare e sembra proprio un paesaggio da “vera” Africa.

Il clima in questa regione del Madagascar è molto caldo e umido ( la temperatura può andare anche oltre i 40 gradi ) e nelle ore centrali del giorno c’è pochissima gente in giro e molti fanno la siesta. Dopo il tramonto la città si riprende e la sera molti vanno a passeggiare sulla corniche o a mangiare fuori ( soprattutto “brochette de poisson” e altra roba alla griglia ). Nella zona del porto ci sono bar bellissimi con arredamento vintage e cameriere carine perfetti anche per andare a far colazione. E’ una città senza particolari bellezze o cose interessanti ( anche se nemmeno brutta ) ma che può sicuramente affascinare il viaggiatore che ama conoscere culture esotiche. Come in molte altre zone del Madagascar Occidentale le donne si cospargono il viso con una pasta bianca o gialla , alcune si fanno anche dei disegni o dei fiori.

majunga

majunga

L’unica vera attrazione turistica di Majunga è il famoso Cirque Rouge, che si trova ad una decina di chilometri ed è una delle immagini classiche del Madagascar Occidentale insieme ai baobab di Morondava. Non è stato facile trovarlo perché su indicazione della tizia della mia guesthouse ( “c’est très facile!” ) ho deciso di andarci col taxi-be ( minibus cittadino ) che però si fermava abbastanza lontano e poi ho dovuto girare un po’ a casaccio tra le campagne chiedendo indicazioni ai contadini. In ogni caso bisogna andare alla Plage d’Amborovy ( taxi-be dal centro per Petite Plage ) e poi una volta lì chiedere in giro.

majunga

 

E’ praticamente un grande anfiteatro naturale di roccia modellata dagli elementi davanti al mare, con strane formazioni rocciose e colorato di bellissime sfumature di rosso, giallo e rosa. Molto bello e pittoresco. Ci sono anche piante bizzarre e grandiosi scorci sul mare dalla parte superiore. Al ritorno mi fermo a mangiare e a bermi un paio di birre gelate sulla Petite Plage, una spiaggia senza infamia e senza lode, ma non al livello delle migliori del Madagascar.

A circa 100 km sulla statale che va a Tana da Majunga c’è il parco di Ankarafantsika, uno tra i più belli e remunerativi di tutto il Paese, visto che è ricchissimo di animali ( soprattutto uccelli e rettili, ma anche molti altri ) e che è praticamente l’ultima area protetta di foresta secca decidua che un tempo ricopriva gran parte di questa regione del Madagascar. E’ un’oasi naturalistica fantastica dove si possono vedere vari animali che vivono solo lì.

ankarafantsika

il canyon multicolore

ankarafantsika

la savana

ankarafantsika

il lemure notturno western woolly

ankarafantsika

l’uccello del paradiso malgascio

E’ un parco abbastanza noto e frequentato in alta stagione ma siamo ben lontani dai ( relativamente ) grandi numeri dell’Isalo o di Ranomafana. E’ quello che ho preferito dal punto di vista della fauna, in poche ore di escursione ho visto molti animali di ogni tipo, praticamente ne spuntava uno ogni 10 metri ( però neanche un camaleonte, non sono così semplici da trovare in certi posti ). Poi mi sono fermato in tenda nel campeggio che è praticamente in mezzo alla bellissima foresta con i sifaka che giocavano tra gli alberi e dove di notte c’era un magnifico concerto di versi di animali. La cosa abbastanza particolare di questo parco è che si possono vedere anche paesaggi diversi oltre alla foresta: c’è una parte di savana quasi uguale a quella africana, un’ampia zona attorno ad un lago, spettacolari colline e un super-fotogenico canyon roccioso.

ankarafantsika

coquerel’s sifaka

ankarafantsika

iguana codaspinosa del madagascar

ankarafantsika

zonosauro

Mi è sembrato anche uno dei migliori come organizzazione e con delle guide estremamente competenti, a me è capitato un signore simpatico sulla cinquantina lento ma espertissimo di animali e soprattutto di uccelli, che sono un po’ la “specialità” del parco. Ne abbiamo visti infatti molti, anche il celebre Uccello del Paradiso malgascio ( Malagasy Paradise Flycatcher ) . Ma c’erano anche vari lemuri molto belli, tra i quali i tenerissimi Western Woolly e i famosi e rari Coquerel’s Sifaka, che forse sono il vero motivo che attira qui i turisti.

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