Badami, la sorella di minore di Hampi ( e senza i turisti, per ora )

badami

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Avevo sentito belle storie su Badami, piccola cittadina del Karnataka settentrionale ancora relativamente “incontaminata”: una specie di Hampi in formato ridotto senza la scena spiritual-backpackeristica, ma con monumenti più antichi e paesaggi ugualmente affascinanti. Il classico posto da vedere “prima che sia troppo tardi”, perché purtroppo ( o per fortuna, dipende dai punti di vista ) anche qui in India la macchina del turismo di massa si è messa in moto a pieno regime ed è pronta a distruggere qualsiasi cosa. In viaggio da Mysore verso Hyderabad, in cerca di qualche posto un po’ meno conosciuto del Karnataka, mi sono quindi fermato anche qui a verificare queste storie che avevo sentito.

La città si trova davvero in mezzo al nulla, in una zona molto arida e con uno sfondo di rilievi rocciosi di arenaria rossa. A prima vista non sembra granchè, la classica cittadina indiana con una strada centrale polverosa e rumorosa, mucche, scimmie, donne col saree. Ma basta camminare pochi minuti nel villaggio verso il lago e il forte per rendersi subito conto di trovarsi in un posto speciale e magico, dove il tempo sembra essersi fermato secoli fa.

badami

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Mi è piaciuta subito e mi sono fermato più del previsto. In effetti i turisti non ci sono ( almeno in questo caldo periodo di inizio estate ), a parte qualche raro gruppo di indiani la mattina. La gente del villaggio ti guarda con curiosità ma sono tutti impegnati nelle loro faccende, forse non gliene frega molto dello straniero che gira senza meta.

Proprio come Hampi, Badami molti secoli fa ( attorno al V-VIII d.C. ) fu la capitale di un grande impero, quello dei Chalukya, che si estendeva su quasi tutta la parte centrale dell’altopiano del Deccan. Erano amanti dell’arte e dell’architettura e fecero costruire molte cose interessanti, templi, fortificazioni, grotte scolpite. Quasi tutte queste cose hanno sicuramente visto tempi migliori, ma alcune sono dei veri e propri gioielli architettonici e artistici, e rappresentano i più antichi esempi di arte Dravidica nel Sud dell’India. I monumenti più importanti sono le grotte, scolpite come quelle di Ajanta ed Ellora, belle ma io ho preferito i templi, anche quelli minori abbandonati. Oggi ci vuole molta fantasia per immaginare questo piccolo villaggio come una grande città imperiale: tutto è stato abbandonato per secoli e solo da poco hanno iniziato a restaurare un po’ i monumenti. Ma come ad Hampi si è creata un’atmosfera stupenda ed è realmente fantastico vagare tra queste rovine abbandonate, tra statue e colonne che spuntano dalla sabbia, ammirando questo paesaggio strano e desolato, quasi desertico. La parte fortificata è bellissima, con suggestivi passaggi tra le alte pareti rocciose, i templi solitari arroccati sulla cima ( bellissimo il Malagatti Shivalaya Temple, arroccato su un sassone proprio sopra le case del villaggio ) e una vista super a 360 gradi.

badami

malagatti shivalaya temple

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boothnath temple

E forse ancora più affascinante è la parte attorno al lago Agastya, soprattutto all’alba e al tramonto, con in fondo il tempio più bello e famoso, quello dedicato a Boothnath.  I tramonti sono particolarmente belli, con le rocce rossastre che si infiammano di rosso acceso e colorano le placide acque del lago, le lunghe ombre tra le case bianche, la sensazione di essere in un sogno.  E’ un posto veramente fotogenico dove ci sono moltissime opportunità di scattare foto memorabili.

Non stupisce che sia stata anche scelta come location per alcune scene ( tra cui quella del matrimonio, proprio al tramonto al Boothnath Temple ) di un film indiano famosissimo, Guru con Abhishek Bachchan e la stupenda Aishwarya Rai.

Il villaggio è abbastanza strano, mi pare più qualcosa di nordafricano che indiano. Le case sono quasi tutte uguali, vicinissime l’una all’altra, col tetto piatto, piccole finestre, vecchie porte in legno, quasi tutte dipinte di bianco o di colori pastello. La gente è un mix di varie etnie, molto rustica e tribaleggiante, ci sono sia induisti che musulmani. Le scimmie sono particolarmente moleste e possono anche essere pericolose, meglio girare con un bastone.

badami

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In conclusione direi che è un ottimo posto sia per gli amanti dell’architettura e della storia del Sud dell’India che per chi vuole rilassarsi per qualche giorno in mezzo a paesaggi esotici da favola, ascoltando Neil Young e cercando di capire il senso della vita,  in un vero villaggio tradizionale del Karnataka non snaturato dal turismo o da wannabe spiritualisti, come può essere Hampi ( che comunque resta bellissima e dove c’è sicuramente molto più da vedere ).

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